Neonati: aumento l’incidenza della plagiocefalia posizionale posteriore

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L’appiattimento posteriore della testa nei neonati, conosciuto come plagiocefalia posteriore posizionale, è in progressivo aumento dal 1992 per via dell’introduzione della raccomandazione di mantenere neonati e lattanti supini nel sonno (precauzione necessaria a prevenire il rischio di soffocamento in culla). La plagiocefalia posteriore, al di là dell’impatto estetico, finisce per condizionare il regolare accrescimento del cranio e del massiccio-facciale potendo causare

disturbi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare oltre che nella crescita dei denti e dell’orbita. Le anomalie posturali associate (ad esempio il torcicollo funzionale), inoltre, sono alla base di possibili disturbi nello sviluppo psico-motorio e visivo dei bambini affetti.
Questi argomenti sono stati affrontati il 17 novembre scorso, presso l’aula Brasca della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, nell’ambito del convegno “Gli esiti funzionali della plagiocefalia posizionale e delle altre deformità craniche infantili: attuali misure di trattamento e possibili strategie sinergiche per la loro prevenzione”.
L’evento è stato promosso e organizzato dal Professor Luca Massimi (Neurochirurgia Infantile del Policlinico Gemelli) in collaborazione con le dottoresse Maria Antonietta Bonanno (Centro Studi Postura e Globalità), Teresa Rongai (Federazione Italiana Medici Pediatri) ed Eleonora Buccilli (Associazione Italiana dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva). Dall’evento è emersa, in primo luogo, la conferma del vistoso cambiamento epidemiologico della plagiocefalia posteriore la cui prevalenza nella popolazione è passata dal 5% di 10 anni fa al 30% di molte casistiche attuali presentate dai relatori convenuti all’evento. Secondo gli esperti, tale dato è attribuibile sia all’aumento di alcuni fattori predisponenti (gravidanze complesse e/o in età avanzata, miglioramento della sopravvivenza dei neonati prematuri) che all’assenza di linee-guida per la prevenzione.

Un altro dato emerso prepotentemente dal convegno è stata la necessità di favorire il confronto tra le varie professioni mediche e sanitarie al fine di sviluppare strategie utili alla prevenzione della plagiocefalia posteriore, oltre che al suo trattamento. Un primo risultato ottenuto è stato l’impegno da parte di tutti gli esperti nazionali intervenuti (neurochirurghi, pediatri, neonatologi, ginecologi, ostetrici, oculisti, ortorinolaringoiatri, odontoiatri, chirurghi maxillo-facciali, terapisti dell’età evolutiva, osteopati, fisioterapisti, infermieri, educatori e insegnanti) a stilare un protocollo per la prevenzione di questa patologia. Esso
sarà realizzato a breve scadenza mediante riunioni congiunte e sarà diffuso con ulteriori convegni di aggiornamento.

Un altro risultato del confronto tra le varie professioni è stato ottenuto in termini diagnostici e terapeutici. In prima battuta, sono stati identificati i cardini diagnostici della plagiocefalia posteriore cosa che ne permetterà con più facilità la differenziazione clinica da condizioni morbose simili quali, in particolare, la craniostenosi lambdoidea (plagiocefalia posteriore sinostotica) e la craniostenosi uni-coronarica (plagiocefalia anteriore sinostotica). In secondo luogo, è stata confermata la tempistica del trattamento (tanto più efficace quanto più precoce, possibilmente entro i secondo mese di vita) cosa che porterà ad una maggiore consapevolezza da parte dei genitori e delle figure mediche che ruotano attorno alle famiglie circa l’importanza di una diagnosi tempestiva. Infine, sono state recepite le linee-guida internazionali sulla diagnosi (clinica piuttosto che radiologica) e sul trattamento (conservativo e fisiologico laddove possibile) il che, auspicabilmente, avrà risvolti positivi quanto ad uniformità di giudizio da parte degli esperti in diagnostica e di trattamento da parte dei terapisti.
Quest’ultimo aspetto è molto importante anche per evitare, nelle famiglie con bambini affetti, confusione ed ansia dovute alle diversità nei pareri forniti.
L’evento ha riscosso notevole consenso in termini di affluenza. Il consenso in ambito scientifico è stato sancito dal patrocinio del Ministero della salute, del Comune di Roma, dell’Ordine Provinciale dei Medici di Roma, della Società Italiana di Neonatologia, dell’Associazione Italiana Odontoiatri, della Federazione Italiana degli Ordini della Professione Ostetrica, e dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Salerno.
*UOC Neurochirurgia Infantile

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